Seveso, 50 anni dopo: la testimonianza del medico che gestì l’emergenza diossina
L’epidemiologo Luigi Bisanti, coinvolto nella gestione dell’emergenza della fuga di diossina a Seveso, riflette sull’impatto sanitario e sulle importanti normative nate dall’incidente.

Nel cinquantesimo anniversario della fuga di diossina dalla fabbrica Icmesa a Seveso, l’epidemiologo Luigi Bisanti ha condiviso una riflessione sull’incidente che ha segnato profondamente la storia ambientale e sanitaria italiana. All’epoca neolaureato, Bisanti fu coinvolto direttamente nelle attività dell’Ufficio speciale istituito per gestire l’emergenza.
Bisanti ha sottolineato come, nonostante la giustizia sia stata in parte raggiunta, permangano conseguenze profonde e intime per le persone colpite. L’evento ha rappresentato una lezione cruciale, che ha portato a un cambio di prospettiva nella tutela della salute e dell’ambiente.
In particolare, l’incidente ha stimolato l’adozione di normative più rigorose, volte non solo a proteggere i lavoratori all’interno delle fabbriche, ma anche la popolazione residente e l’ambiente circostante. Questo ha segnato un passaggio fondamentale nella prevenzione dei rischi industriali in Italia.
La testimonianza di Bisanti evidenzia come l’esperienza di Seveso abbia contribuito a rafforzare la consapevolezza sull’importanza della sicurezza ambientale e sanitaria, con effetti che si riflettono ancora oggi nelle politiche di controllo e prevenzione.


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