Salari stagnanti dal 1990: retribuzioni -6,6% reali (Upb)
Un rapporto dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio evidenzia come le retribuzioni italiane siano rimaste sostanzialmente ferme dal 1990, con un aumento delle disuguaglianze e una perdita del 6,6% in termini reali. Le riforme Irpef hanno attenuato i divari, ma per un nuovo sostegno si suggerisce di intervenire sulla spesa pubblica.

Secondo un recente rapporto dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio (Upb), le retribuzioni in Italia hanno mostrato una stagnazione significativa a partire dal 1990, accompagnata da un aumento delle disuguaglianze salariali. In termini reali, le retribuzioni risultano inferiori del 6,6% rispetto a quel periodo.
Il documento sottolinea come le riforme dell’Irpef attuate negli anni abbiano avuto un ruolo importante nel sostenere i redditi medio-bassi, contribuendo a ridurre i divari di reddito tra le diverse fasce della popolazione. Tuttavia, nonostante questi interventi, la dinamica complessiva delle retribuzioni rimane critica.
Per affrontare questa situazione, l’Upb suggerisce di orientare le future politiche di sostegno verso una revisione della spesa pubblica, al fine di garantire un aiuto più efficace ai redditi più bassi e contrastare ulteriormente le disuguaglianze.
Il rapporto rappresenta un’analisi approfondita dell’andamento economico degli ultimi decenni, evidenziando la necessità di nuove strategie per rilanciare la crescita salariale e migliorare la distribuzione del reddito in Italia.


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