Medicina delle prossimità e Sla: il progetto Ovunque vicini di Aisla
Alessandro Padovani evidenzia l’importanza di un modello assistenziale che metta al centro i bisogni delle persone con Sla, presentando il progetto “Ovunque vicini” promosso da Aisla e partner.

Alessandro Padovani, neurologo e direttore della clinica neurologica dell’Università degli Studi di Brescia, ha posto l’accento sull’importanza della medicina delle prossimità nel contesto della Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla). In occasione della presentazione a Milano del progetto “Ovunque vicini – Assistenza specialistica per le persone con Sla”, ha illustrato un cambiamento di paradigma nell’approccio assistenziale.
Secondo Padovani, la medicina delle prossimità non si limita a intervenire sulla malattia in senso stretto, ma si focalizza sui bisogni assistenziali complessivi della persona affetta da patologie rare come la Sla. Questo approccio mira a creare un ecosistema di supporto che risponda alle esigenze quotidiane e migliorare la qualità della vita, andando oltre la ricerca esclusiva di terapie miracolose.
Il progetto “Ovunque vicini” è promosso dall’Aisla – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica in collaborazione con Fondazione Serena e i Centri clinici Nemo. Il modello è stato sviluppato con il finanziamento della Presidenza del Consiglio dei ministri – ministro per le Disabilità, attraverso il Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità, e con il contributo di Intesa Sanpaolo.
Durante l’evento tenutosi al Salone d’Onore della Triennale di Milano, è stato evidenziato come questo modello assistenziale rappresenti un cambio di prospettiva che pone al centro del sistema le persone con diverse malattie rare, riconoscendo che molte delle loro necessità assistenziali possono essere comuni.
Il neurologo ha sottolineato che, più che puntare esclusivamente allo sviluppo di nuove terapie, è fondamentale creare condizioni che consentano alle persone con Sla di vivere nel miglior modo possibile, anche convivendo con la malattia. Questo implica un’attenzione particolare alla prossimità e all’integrazione dei servizi specialistici.
Il modello “Ovunque vicini” si propone quindi di offrire un’assistenza specialistica capillare e personalizzata, rafforzando la rete di supporto e migliorando l’accesso alle cure. Tale iniziativa si inserisce in un più ampio contesto di attenzione alle malattie rare, dove la qualità della vita e il benessere delle persone rappresentano obiettivi prioritari.


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