Ipotesi effetto Venturi nell’incidente subacqueo alle Maldive
Secondo il presidente della Società italiana di medicina subacquea e iperbarica, Alfonso Bolognini, gli italiani deceduti alle Maldive potrebbero essere stati risucchiati nelle grotte da un effetto Venturi, causato dalla particolare conformazione del sito subacqueo.

Una nuova ipotesi è emersa riguardo alla tragica morte di alcuni subacquei italiani alle Maldive. Alfonso Bolognini, presidente della Società italiana di medicina subacquea e iperbarica, ha avanzato l’idea che i sub possano essere stati risucchiati all’interno di grotte sottomarine a causa di un fenomeno noto come effetto Venturi.
Secondo Bolognini, i subacquei coinvolti erano esperti e consapevoli della necessità di una preparazione adeguata per esplorare le grotte in questione. La loro presenza sarebbe stata limitata a un sopralluogo visivo, propedeutico a una futura immersione più approfondita.
L’effetto Venturi si verifica quando un fluido, in questo caso l’acqua, viene accelerato passando attraverso una strettoia, generando una forte corrente. Nel sito subacqueo analizzato, caratterizzato da un ingresso e un’uscita stretti a circa 50 metri di profondità, questa dinamica potrebbe aver creato una corrente particolarmente intensa capace di risucchiare i subacquei all’interno delle grotte.
Questa ipotesi tecnica offre una possibile spiegazione alle difficoltà incontrate durante l’immersione e alla tragica conclusione dell’incidente. La conformazione del sito e le correnti generate potrebbero rappresentare un rischio significativo anche per subacquei esperti.
Fonti giornalistiche italiane hanno riportato la dichiarazione di Bolognini, sottolineando l’importanza di considerare fattori ambientali e dinamiche fisiche nei casi di incidenti subacquei, soprattutto in contesti complessi come le grotte marine.
Restano al vaglio degli inquirenti ulteriori approfondimenti per chiarire le circostanze precise dell’accaduto e valutare le condizioni che hanno portato alla tragedia.


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