Dalle distorsioni alla lombalgia: insidie del trekking

Il trekking in montagna può comportare rischi per il sistema muscolo-scheletrico, tra cui distorsioni alla caviglia e lombalgia. Un medico-fisiatra sottolinea l’importanza di un equipaggiamento adeguato e di uno zaino non troppo pesante per prevenire infortuni.

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Il trekking in montagna rappresenta un’attività fisica apprezzata da molti, ma non priva di rischi per il sistema muscolo-scheletrico. Secondo un medico-fisiatra, i terreni irregolari, i dislivelli e un equipaggiamento non adeguato possono sottoporre il corpo a stress significativi, favorendo l’insorgenza di distorsioni alla caviglia e lombalgia.

In particolare, la gestione del peso dello zaino è un elemento cruciale per ridurre il carico sulla colonna vertebrale e sugli arti inferiori. È consigliato che lo zaino non superi il 15% del peso corporeo dell’escursionista. Inoltre, per ottimizzare la distribuzione del carico, gli oggetti più pesanti dovrebbero essere posizionati vicino allo schienale.

Questi accorgimenti aiutano a prevenire sovraccarichi muscolari e articolari, che possono manifestarsi con dolori o infortuni durante o dopo l’attività. L’attenzione a questi aspetti è fondamentale per godere appieno dell’esperienza del trekking, limitando le problematiche fisiche.

In sintesi, per affrontare in sicurezza i percorsi montani è importante considerare non solo la preparazione fisica, ma anche la scelta di un equipaggiamento adeguato e la corretta gestione del carico trasportato.


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