Tumori polmonari, immunoterapia riduce rischio morte del 27%
Cesare Gridelli illustra i benefici dell’immunoterapia nel trattamento dei tumori polmonari, con particolare attenzione all’uso di durvalumab nella fase precoce della malattia che ha mostrato una significativa riduzione del rischio di morte.

Cesare Gridelli, direttore della U.O.C. di Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera ‘Moscati’ di Avellino, ha evidenziato i progressi ottenuti grazie all’immunoterapia nel trattamento dei tumori polmonari. In particolare, ha sottolineato come questa terapia, inizialmente sperimentata nelle fasi avanzate della malattia, abbia dimostrato benefici importanti in termini di sopravvivenza.
Un aspetto rilevante riguarda l’anticipazione dell’impiego dell’immunoterapia nelle fasi più precoci del tumore, ad esempio nel contesto perioperatorio. Qui, la combinazione di chemioterapia prima e dopo l’intervento chirurgico ha contribuito a ridurre il numero delle recidive, aprendo la strada non solo a un allungamento della sopravvivenza, ma anche alla possibilità di raggiungere la guarigione.
Nel caso specifico del microcitoma polmonare, l’immunoterapia ha mostrato benefici significativi. Dopo l’utilizzo in malattia avanzata metastatica in combinazione con la chemioterapia, con un beneficio di sopravvivenza modesto ma significativo, l’attenzione si è spostata sulla fase precoce della malattia, limitata al torace.
In questa fase, dopo trattamento con radioterapia e chemioterapia, durvalumab è stato impiegato come terapia di mantenimento per due anni. I risultati sono stati particolarmente incoraggianti: si è registrata una riduzione del rischio di morte del 27% rispetto al placebo e un miglioramento della sopravvivenza mediana di quasi due anni, passando da circa 33 mesi a circa 56 mesi.
Questi dati sono stati presentati da Gridelli durante un incontro a Milano dedicato al valore dell’immunoterapia nel trattamento dei tumori, evidenziando come questa strategia terapeutica stia modificando significativamente il percorso di cura per i pazienti affetti da tumori polmonari.


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