Fentanyl, fiale rubate: analisi esperto sugli scenari possibili

Secondo l’esperto Riccardo Gatti, è improbabile che dalle fiale di fentanyl rubate si possano ricavare 20mila dosi per il mercato illecito. Il vero motore delle crisi da fentanyl non sarebbe il furto del farmaco.

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Il recente furto di fiale di fentanyl ha sollevato interrogativi sul possibile impatto di tali sottrazioni sul mercato illecito delle sostanze stupefacenti. L’esperto Riccardo Gatti ha offerto una valutazione cauta sugli scenari possibili, sottolineando alcune criticità nelle ipotesi più diffuse.

Gatti ha definito inverosimile l’idea che dalle fiale sottratte si possano ricavare fino a 20mila dosi destinate al mercato illegale. Pur non escludendo che il furto possa essere stato effettuato su commissione, ha evidenziato che chi trafuga farmaci generalmente lo fa per utilizzarli direttamente o per venderli, ma non necessariamente per alimentare una crisi su larga scala.

L’esperto ha inoltre precisato che, sebbene il fenomeno del traffico di fentanyl sia una questione seria, come dimostrato dalle crisi registrate in paesi come gli Stati Uniti, il furto delle fiale non rappresenta il motore principale di tali emergenze. Questi ultimi sono infatti legati a dinamiche più complesse e strutturali.

Il commento di Gatti invita quindi a una riflessione più approfondita sulle reali implicazioni del furto e sui rischi associati, evitando conclusioni affrettate basate su dati non confermati. Rimane centrale il monitoraggio e il controllo delle sostanze a rischio, ma anche una comprensione chiara delle cause alla base delle crisi da fentanyl.


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