Cgia: caro diesel pesa su padroncini, tassisti e Ncc
Secondo la Cgia, l’incremento del prezzo del diesel sta gravando pesantemente su padroncini, tassisti e Ncc, con un aumento di 180 euro per un pieno di un autocarro sotto le 7,5 tonnellate rispetto a fine febbraio. L’associazione sollecita un intervento dell’Unione Europea per mitigare l’impatto.

La Cgia ha segnalato come l’impennata dei prezzi del diesel stia causando notevoli difficoltà economiche a diverse categorie di lavoratori autonomi, in particolare padroncini, tassisti e conducenti di Ncc. Nel dettaglio, un pieno di carburante per un autocarro con peso inferiore a 7,5 tonnellate costa oggi circa 180 euro in più rispetto al 27 febbraio.
Questa situazione si riflette negativamente sulla sostenibilità delle attività di trasporto e mobilità privata, compromettendo i margini di guadagno di chi opera con veicoli commerciali leggeri e servizi di noleggio con conducente. L’aumento dei costi del diesel rappresenta un peso significativo, soprattutto in un contesto economico già complesso.
Alla luce di queste criticità, la Cgia ha rivolto un appello all’Unione Europea affinché intervenga con misure adeguate per contenere l’incremento dei prezzi del carburante e supportare le categorie maggiormente colpite. L’associazione sottolinea l’importanza di un intervento coordinato a livello comunitario per evitare ulteriori ripercussioni sull’economia reale.
Il confronto tra i prezzi del diesel tra fine febbraio e l’inizio di agosto mette in evidenza una tendenza al rialzo che rischia di aggravare la situazione nei prossimi mesi, se non saranno adottate soluzioni efficaci. La Cgia continua a monitorare l’evoluzione del mercato e le ripercussioni sulle imprese di trasporto e mobilità.


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