Cagnazzo (Gidm): stabilizzare le Clinical Trial Unit per la ricerca clinica in Italia

Celeste Cagnazzo, presidente del Gidm, evidenzia l’importanza di stabilizzare le Clinical Trial Unit per migliorare la qualità e la competitività della ricerca clinica italiana, in occasione della Giornata internazionale degli studi clinici.

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In occasione della Giornata internazionale degli studi clinici, che si celebra il 20 maggio, Celeste Cagnazzo, presidente del Gruppo italiano data manager e coordinatori di ricerca clinica (Gidm), ha sottolineato il ruolo cruciale delle Clinical Trial Unit (Ctu) per la ricerca clinica in Italia.

Secondo Cagnazzo, le Clinical Trial Unit rappresentano team multidisciplinari che supportano i clinici nelle attività non mediche necessarie per condurre studi clinici di qualità. Queste unità aumentano la capacità di includere pazienti nei trial, migliorano la qualità dei dati raccolti e favoriscono il rispetto dei requisiti regolatori richiesti.

Il presidente del Gidm ha evidenziato come la stabilizzazione di queste infrastrutture sia fondamentale per rendere l’Italia competitiva nel panorama internazionale della ricerca clinica. Attualmente, le Ctu operano spesso in condizioni di precarietà, e una loro consolidata presenza potrebbe facilitare la realizzazione di studi più efficaci e attrarre maggiori investimenti nel settore.

La Giornata internazionale degli studi clinici è promossa da diverse società scientifiche italiane, tra cui l’Associazione farmaceutici industria (Afi), la Federazione delle associazioni dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi), la Società italiana medicina farmaceutica (Simef) e il Gidm stesso. L’iniziativa è sostenuta da Roche nell’ambito della campagna Ricerca Circolare, che mira a valorizzare e potenziare la ricerca clinica nazionale.

Le Clinical Trial Unit, dunque, si configurano come un elemento strategico per il sistema sanitario e scientifico italiano, in grado di garantire una migliore organizzazione degli studi, un incremento della partecipazione dei pazienti e un più rigoroso controllo della qualità dei dati. Questi aspetti sono considerati essenziali per mantenere e accrescere la rilevanza dell’Italia nel contesto della ricerca clinica internazionale.

Il rafforzamento delle Ctu potrebbe inoltre favorire una maggiore collaborazione tra ospedali, università e industria farmaceutica, contribuendo a un ecosistema di ricerca più efficiente e integrato. Tale sviluppo potrebbe tradursi in benefici diretti per i pazienti, grazie a un accesso più ampio e tempestivo a nuove terapie sperimentali.

In conclusione, la stabilizzazione delle Clinical Trial Unit rappresenta una priorità indicata da esperti e associazioni di settore per sostenere la crescita e la qualità della ricerca clinica in Italia, con l’obiettivo di consolidare la posizione del Paese nel panorama scientifico internazionale.


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