Ballerini settantenni a Roma: un appello per il ballo di strada
Pasquale ed Elisa, due ballerini settantenni, hanno conquistato il web con un video virale in cui si esibivano in una Roma deserta, danzando sulle note di Michael Jackson. Questo evento ha avuto luogo in piazza…

Pasquale ed Elisa, due ballerini settantenni, hanno conquistato il web con un video virale in cui si esibivano in una Roma deserta, danzando sulle note di Michael Jackson. Questo evento ha avuto luogo in piazza Testaccio, dove i due continuano a ballare settimanalmente, attirando l’attenzione di passanti e appassionati di danza. In un’intervista rilasciata all’Adnkronos, Pasquale Iannotta, maestro di danza, ha lanciato un appello alla conduttrice Milly Carlucci per l’inserimento di una sezione dedicata al ballo di strada nel programma ‘Ballando con le stelle’. Elisa Fava, sua allieva di 79 anni, ha espresso il desiderio che le piazze di Roma possano seguire il loro esempio, promuovendo l’aggregazione attraverso il ballo.
Il video che ha fatto il giro dei social media ha mostrato Pasquale ed Elisa mentre ballavano con passione, in un contesto inusuale e affascinante. La scelta di piazza Testaccio, un luogo simbolico della Capitale, ha reso la loro esibizione ancora più suggestiva. “Non ci aspettavamo questo successo”, ha dichiarato Pasquale, sottolineando come la danza abbia il potere di unire le persone, indipendentemente dall’età. La loro performance ha attirato anche un pubblico più giovane, dimostrando che il ballo è un linguaggio universale che trascende le generazioni.
Pasquale, con una carriera di insegnante di danza alle spalle, ha sempre creduto nell’importanza del ballo come forma di espressione e socializzazione. “Il ballo è aggregazione”, ha affermato, evidenziando come le esibizioni nelle piazze possano diventare un punto di incontro per diverse fasce di età. La richiesta di inserire il ballo di strada nel noto programma di Rai 1 rappresenta un’opportunità per valorizzare questa forma di arte e per incoraggiare la partecipazione collettiva.
Elisa, che ha iniziato a ballare da giovane, ha condiviso la sua gioia nel vedere come la danza possa ancora attrarre e coinvolgere le persone. “Ospiti di Ballando? Perché no”, ha detto, esprimendo il desiderio di portare la loro esperienza e il loro amore per il ballo su un palcoscenico più grande. La proposta di Pasquale ed Elisa non è solo un sogno personale, ma un invito a tutti a scoprire il potere del ballo come strumento di coesione sociale.
Il ballo di strada, come evidenziato dai due ballerini, è una pratica che sta guadagnando sempre più popolarità. In molte città, si stanno organizzando eventi e flash mob che coinvolgono persone di tutte le età. Queste iniziative non solo promuovono l’attività fisica, ma anche la creatività e la socializzazione. La danza diventa così un mezzo per esprimere emozioni e per creare legami tra le persone.
In un periodo in cui la socialità è stata messa a dura prova dalla pandemia, iniziative come quelle di Pasquale ed Elisa rappresentano una ventata di ottimismo. La loro storia è un esempio di come, anche in età avanzata, si possa continuare a vivere con passione e a condividere momenti di gioia con gli altri. La danza, in questo senso, diventa un antidoto alla solitudine e un modo per celebrare la vita.
Il messaggio di Pasquale ed Elisa è chiaro: il ballo deve tornare a essere parte integrante della vita quotidiana, non solo in eventi speciali, ma anche nelle piazze e nei luoghi pubblici. “Sarebbe bello se tutte le piazze di Roma seguissero il nostro esempio e si popolassero di gente”, ha affermato Elisa, sottolineando l’importanza di creare spazi di aggregazione. La loro iniziativa potrebbe ispirare altre città a promuovere eventi simili, trasformando i luoghi pubblici in palcoscenici di danza e socialità.
In conclusione, l’appello di Pasquale ed Elisa rappresenta non solo una richiesta personale, ma un invito a riscoprire il valore del ballo come forma di aggregazione e di espressione. La loro storia dimostra che la passione per la danza non ha età e che, attraverso il movimento, è possibile costruire comunità più unite e vivaci. La speranza è che il loro esempio possa ispirare molti altri a unirsi a questa celebrazione della vita e della socialità.


Lascia un commento