Raccolta firme Noponte per dimissioni vertici Stretto di Messina
Il Comitato Noponte ha lanciato una raccolta firme per chiedere le dimissioni dei dirigenti della società Stretto di Messina, in concomitanza con una manifestazione prevista a Messina.
Il Comitato Noponte ha lanciato una raccolta firme per chiedere le dimissioni dei dirigenti della società Stretto di Messina, in concomitanza con una manifestazione prevista a Messina.
Ad aprile 2026 la produzione industriale in Italia è aumentata dello 0,5% rispetto a marzo e dell’1,3% rispetto ad aprile 2025, con settori come energia e beni di consumo in contrazione.
Nel 2025 il mercato immobiliare italiano registra un incremento significativo delle compravendite, con Roma e Palermo in evidenza. Parallelamente, cresce anche la richiesta di mutui.
Secondo dati Covip, entro la fine del 2025 gli iscritti alla previdenza complementare in Italia raggiungeranno 10,5 milioni, con un aumento del 4,8%, mentre le risorse accumulate supereranno i 262 miliardi di euro, segnando una crescita del 7,7%.
La presidente di Confcommercio, Sangalli, evidenzia segnali economici positivi per l’Italia, ma sottolinea le difficoltà legate alla crisi occupazionale dei giovani e alla partecipazione femminile al lavoro.
Durante un incontro con Confcommercio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso l’intenzione di continuare a ridurre il carico fiscale sul ceto medio, mentre il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha evidenziato le potenzialità di crescita dell’Italia ma ha segnalato un clima di incertezza economica.
Il decreto legge sulle accise introduce nuove misure per limitare il telemarketing aggressivo nel settore delle telecomunicazioni, includendo il blocco delle chiamate indesiderate e l’istituzione di un numero univoco per i professionisti.
Le imprese italiane prevedono di assumere circa 623mila persone a giugno, con una stima di 1,5 milioni di ingressi nel mercato del lavoro entro agosto, di cui 190mila per under 30.
L’Ufficio Parlamentare di Bilancio sottolinea la prudenza nella gestione dei conti pubblici italiani, evidenziando però come privatizzazioni e possibili shock energetici possano influire negativamente sul debito, che potrebbe raggiungere il 140% del PIL in caso di prezzi elevati.
Secondo UNEM, nel 2026 la spesa per l’energia in Italia potrebbe aumentare fino a 57-58 miliardi di euro, con un incremento significativo rispetto al 2025, anche in relazione alla situazione in Iran.