Borse europee in calo: Milano -1,35% per tensione Iran-USA
I mercati azionari europei hanno registrato una chiusura negativa, influenzati dalla fine della tregua tra Iran e Stati Uniti che ha fatto salire i prezzi di greggio e gas.
I mercati azionari europei hanno registrato una chiusura negativa, influenzati dalla fine della tregua tra Iran e Stati Uniti che ha fatto salire i prezzi di greggio e gas.
Le principali borse europee hanno terminato la seduta con ribassi significativi, con Parigi e Francoforte oltre il 2%, mentre Londra e Madrid hanno registrato flessioni meno marcate.
Lo spread tra i titoli di Stato italiani e i Bund tedeschi registra un aumento, con il rendimento dei Btp che sale al 3,9%.
I contratti future sul gas naturale per il mese di agosto hanno registrato un significativo aumento, superando i 49 euro a Amsterdam con un incremento del 5%.
La NATO ha avviato una collaborazione con Accenture per sviluppare una nuova infrastruttura digitale destinata a supportare operazioni classificate, con un investimento di 200 milioni di euro e la partecipazione della società Leonardo.
La Borsa di Milano ha registrato una chiusura negativa con un calo dell’1,22%, influenzata soprattutto dalle performance di Stellantis e Fincantieri. Il rialzo del prezzo del greggio ha invece favorito i titoli di Eni e Saipem, mentre Unicredit ha subito pressioni.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sottolinea l’importanza che i fondi destinati alla difesa rimangano nel paese, favorendo così sicurezza, lavoro qualificato e ricerca.
La NATO ha definito Mosca una minaccia per la sicurezza collettiva e ha riconosciuto il ruolo di Kiev nel rafforzare la stabilità dell’Alleanza, sottolineando la necessità di un sostegno duraturo e sostenibile.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il Tesoro degli Stati Uniti sta predisponendo una lista di prodotti spagnoli che potrebbero essere soggetti a un embargo, segnando un possibile sviluppo nelle relazioni commerciali tra i due Paesi.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha evocato la possibilità di future esercitazioni militari congiunte tra i paesi che sostengono l’Ucraina, in vista di un incontro a Parigi previsto per il 13 luglio.