Artrosi ginocchio: terapie bio e innesti sintetici per preservare l’articolazione
Gli ortopedici italiani puntano su terapie innovative come infiltrazioni di acido ialuronico, super plasma, cellule staminali del grasso e cartilagini 3D per preservare l’articolazione del ginocchio e ritardare la protesi.

L’artrosi del ginocchio rappresenta una delle principali sfide per l’ortopedia moderna, con oltre 85mila impianti protesici eseguiti ogni anno in Italia. Secondo quanto evidenziato dalla Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (Siot), il numero di interventi è destinato a crescere, rendendo cruciale lo sviluppo di strategie che possano preservare l’articolazione e ritardare il ricorso alla protesi.
Tra le nuove opzioni terapeutiche, le infiltrazioni di acido ialuronico continuano a essere utilizzate per migliorare la lubrificazione articolare e ridurre il dolore. Accanto a queste, si stanno affermando trattamenti biologici più avanzati, come il cosiddetto ‘super plasma’, una forma di plasma arricchito che potrebbe favorire la rigenerazione dei tessuti.
Un ulteriore progresso riguarda l’impiego delle cellule staminali prelevate dal tessuto adiposo, che vengono utilizzate per stimolare la riparazione della cartilagine danneggiata. Questa tecnica, ancora in fase di approfondimento, offre nuove prospettive per la rigenerazione articolare.
Inoltre, l’innovazione tecnologica ha portato allo sviluppo di cartilagini stampate in 3D, che potrebbero rappresentare una soluzione alternativa per il ripristino della superficie articolare compromessa dall’artrosi. Questi innesti sintetici sono oggetto di studio per valutarne efficacia e sicurezza nel lungo termine.
Nel complesso, queste nuove terapie biologiche e sintetiche mirano a migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da artrosi del ginocchio, offrendo la possibilità di posticipare l’intervento protesico e ridurre l’impatto della patologia.


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