Anelli (Fnomceo): l’intelligenza artificiale non comprende il paziente
Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), ha recentemente espresso preoccupazioni riguardo all’uso degli algoritmi di intelligenza artificiale nel campo medico. In un’intervista, Anelli ha sottolineato che…

Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), ha recentemente espresso preoccupazioni riguardo all’uso degli algoritmi di intelligenza artificiale nel campo medico. In un’intervista, Anelli ha sottolineato che queste tecnologie non sono in grado di cogliere il disagio del paziente, evidenziando l’importanza del valore relazionale e comunitario dell’atto medico. La sua affermazione è stata riportata da Adnkronos, il 11 settembre 2026.
La questione dell’intelligenza artificiale in medicina è diventata sempre più rilevante, con l’emergere di strumenti che promettono di migliorare l’efficienza e la precisione nella diagnosi e nel trattamento. Tuttavia, Anelli mette in guardia contro una visione riduttiva della medicina, che potrebbe trascurare l’aspetto umano della cura.
Secondo il presidente della Fnomceo, l’atto medico non si limita alla mera diagnosi e terapia, ma comprende anche una dimensione relazionale fondamentale. “Il medico non è solo un tecnico, ma un professionista che deve interagire con il paziente in modo empatico e comprensivo”, ha dichiarato Anelli. Questo aspetto relazionale è cruciale per instaurare un rapporto di fiducia, che è alla base di ogni intervento medico efficace.
In questo contesto, Anelli ha evidenziato come gli algoritmi, per quanto avanzati, non possano sostituire l’intuito e la sensibilità umana. “La tecnologia può fornire supporto, ma non può sostituire la capacità di ascoltare e comprendere le emozioni del paziente”, ha affermato. Questo punto di vista riflette una crescente preoccupazione tra i professionisti della salute riguardo all’uso eccessivo della tecnologia nel settore sanitario.
Inoltre, Anelli ha sottolineato che l’atto medico ha anche un valore comunitario e democratico. “La salute è un diritto fondamentale e il medico ha un ruolo cruciale nel garantire che questo diritto venga rispettato”, ha spiegato. La medicina, secondo Anelli, deve essere un’attività che promuove il benessere della comunità, non solo del singolo individuo.
Le dichiarazioni di Anelli si inseriscono in un dibattito più ampio sull’equilibrio tra tecnologia e umanità nella medicina moderna. Mentre l’innovazione tecnologica continua a progredire, è essenziale mantenere un approccio centrato sul paziente, che consideri le sue esigenze emotive e psicologiche.
Infine, la posizione di Anelli invita a riflettere su come le istituzioni sanitarie possano integrare l’uso dell’intelligenza artificiale in modo etico e responsabile. È fondamentale che la tecnologia venga utilizzata come strumento di supporto e non come sostituto della relazione umana, che rimane al centro della pratica medica.
In conclusione, la visione di Anelli mette in luce l’importanza di preservare l’umanità nella medicina, anche nell’era dell’innovazione tecnologica. Gli algoritmi possono certamente offrire vantaggi, ma non possono e non devono mai sostituire il legame umano tra medico e paziente.


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