Mauro Capitanio nuovo amministratore delegato di Principia
Il consiglio di amministrazione di Principia ha preso atto delle dimissioni del presidente Federico Maurizio D’Andrea e ha nominato Mauro Capitanio nuovo amministratore delegato.
Il consiglio di amministrazione di Principia ha preso atto delle dimissioni del presidente Federico Maurizio D’Andrea e ha nominato Mauro Capitanio nuovo amministratore delegato.
Le principali borse europee hanno terminato la seduta con performance contrastanti, influenzate dalle decisioni delle banche centrali e dagli sviluppi geopolitici in Medio Oriente.
Il gruppo Stellantis registra una crescita delle vendite superiore al mercato generale, evidenziando la solidità dei suoi marchi tradizionali nonostante l’assenza del contributo del brand Leapmotor.
A giugno il mercato automobilistico italiano ha segnato un incremento del 10,6% nelle immatricolazioni, con Stellantis che ha ottenuto una crescita significativa del 23%.
Secondo un rapporto di Arera, nel 2025 in Italia si prevede una diminuzione della produzione energetica da fonti rinnovabili e un incremento della generazione termoelettrica, con un aumento del consumo di gas e del gas naturale liquefatto.
Il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi si è ampliato, con il rendimento del decennale italiano che ha raggiunto il 3,66%.
La Borsa di Milano ha chiuso la seduta con un andamento fiacco, in linea con le principali piazze europee. Saipem ha registrato una flessione, mentre Nexi e Amplifon hanno mostrato una buona tenuta. Lo spread tra Btp e Bund si è attestato a 78 punti.
Enea e Cnel hanno siglato un’intesa per promuovere le comunità energetiche rinnovabili e sostenere la sostenibilità ambientale, elementi chiave per la transizione energetica.
Nel primo semestre dell’anno BYD registra una crescita superiore al 200% nelle immatricolazioni in Italia, con un picco a giugno di oltre 6 mila unità e una quota di mercato del 4,1%.
Le quotazioni del gas naturale sul mercato di Amsterdam registrano una flessione dello 0,87%, con il prezzo che chiude a 43,07 euro al megawattora.