Funerali di Mladic a Belgrado: migliaia di partecipanti e reazioni

Il 7 settembre 2026, Belgrado ha ospitato i funerali di Ratko Mladic, figura controversa e condannata per crimini di guerra. La cerimonia, tenutasi nella chiesa di San Luca, ha visto la partecipazione di numerosi ministri…

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Il 7 settembre 2026, Belgrado ha ospitato i funerali di Ratko Mladic, figura controversa e condannata per crimini di guerra. La cerimonia, tenutasi nella chiesa di San Luca, ha visto la partecipazione di numerosi ministri serbi e ha suscitato reazioni contrastanti a livello internazionale. La Commissione Europea ha definito Mladic un “criminale”, sottolineando l’importanza di non dimenticare le atrocità commesse durante le guerre jugoslave.

La figura di Mladic è stata al centro di accesi dibattiti sin dalla sua condanna nel 2017, quando il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia lo ha riconosciuto colpevole di genocidio e altri crimini di guerra. La sua leadership durante il conflitto bosniaco, in particolare durante l’assedio di Sarajevo e il massacro di Srebrenica, ha segnato un capitolo oscuro della storia balcanica.

Durante la cerimonia funebre, i partecipanti hanno reso omaggio a Mladic, evidenziando il suo ruolo come leader militare. Tuttavia, le reazioni da parte della comunità internazionale sono state immediatamente critiche. La Commissione Europea ha rilasciato una dichiarazione in cui ha ribadito che Mladic è stato riconosciuto come responsabile di gravi violazioni dei diritti umani e ha espresso preoccupazione per il potenziale glorificazione di una figura così controversa.

In Serbia, la figura di Mladic è vista da alcuni come un eroe nazionale, un simbolo della resistenza serba durante le guerre degli anni ’90. Questa percezione è stata evidenziata dalla presenza di numerosi sostenitori ai funerali, molti dei quali indossavano magliette con il suo volto e cantavano slogan patriottici. Tuttavia, la celebrazione della sua vita e delle sue azioni è stata condannata da attivisti e organizzazioni per i diritti umani, che hanno sottolineato la necessità di affrontare il passato in modo critico.

Il funerale ha anche sollevato interrogativi sul futuro della Serbia e sulla sua relazione con l’Unione Europea. La Commissione Europea ha avvertito che la glorificazione di figure come Mladic potrebbe ostacolare il processo di integrazione europea del paese. “È fondamentale che la Serbia affronti il suo passato con responsabilità e trasparenza”, ha affermato un portavoce dell’Unione.

La cerimonia funebre si è svolta in un clima di tensione, con manifestazioni di protesta da parte di gruppi di attivisti per i diritti umani che si sono riuniti nei pressi della chiesa. Questi gruppi hanno chiesto giustizia per le vittime delle guerre jugoslave e hanno denunciato la retorica nazionalista che continua a permeare la società serba. “Non possiamo dimenticare le atrocità del passato”, ha dichiarato un attivista presente alla manifestazione.

La figura di Mladic rimane divisiva non solo in Serbia, ma anche a livello internazionale. Mentre alcuni lo vedono come un simbolo di orgoglio nazionale, altri lo considerano un rappresentante di un’epoca di violenza e divisione. Questo funerale ha messo in luce le profonde spaccature che ancora esistono nella società serba e nei Balcani in generale.

In conclusione, i funerali di Ratko Mladic rappresentano un momento significativo non solo per la Serbia, ma anche per la memoria collettiva delle guerre jugoslave. La reazione della comunità internazionale e le manifestazioni di protesta evidenziano la necessità di un dialogo aperto e onesto sul passato, affinché si possa costruire un futuro di pace e riconciliazione nella regione.


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