Crollo Ponte Morandi: Possetti sull’assenza dello Stato
A otto anni dal crollo del Ponte Morandi, Possetti evidenzia come il dolore, pur mutato nel tempo, sia ancora presente e riflette sul ruolo delle istituzioni nella gestione della memoria e del lutto.

Sono passati otto anni dal tragico crollo del Ponte Morandi, un evento che ha segnato profondamente la città di Genova e l’intero Paese. In questo anniversario, Possetti ha espresso una riflessione sul percorso di elaborazione del dolore e sulla memoria collettiva legata a quella tragedia.
Secondo Possetti, nonostante il tempo abbia modificato la natura del dolore, esso rimane ancora vivo nella comunità. Un elemento che emerge con forza è la delusione per l’assenza di una figura centrale dello Stato capace di guidare e rappresentare in modo autorevole la gestione di questo lutto e della memoria pubblica.
Questa considerazione apre una riflessione più ampia sul ruolo delle istituzioni nella risposta a eventi così drammatici e sulla necessità di un coordinamento efficace che possa sostenere le famiglie coinvolte e la collettività nel processo di ricostruzione emotiva e sociale.
L’anniversario del crollo richiama dunque non solo il ricordo delle vittime e delle conseguenze di quella tragedia, ma anche l’importanza di un impegno istituzionale continuo e riconoscibile nel mantenere viva la memoria e nell’accompagnare il percorso di guarigione della comunità.


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