Ue ribadisce divieto riconoscimento facciale: Italia rispetta norme

Bruxelles ha ribadito il divieto di utilizzo del riconoscimento facciale negli spazi pubblici, mentre Palazzo Chigi ha confermato la conformità dell’Italia alle normative europee in materia.

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Il 30 luglio Bruxelles ha riaffermato il divieto di utilizzo della tecnologia di riconoscimento facciale negli spazi pubblici. Questa posizione si inserisce nel quadro delle regole europee volte a tutelare la privacy e i diritti fondamentali dei cittadini.

In risposta, fonti di Palazzo Chigi hanno sottolineato che l’Italia rispetta pienamente le norme stabilite dall’Unione Europea in materia di sorveglianza e trattamento dei dati biometrici.

Antonio Tajani, rappresentante dell’Unione Europea, ha dichiarato che l’Unione ha fornito delle linee guida precise riguardanti l’uso di tali tecnologie e che gli Stati membri, inclusa l’Italia, si impegneranno a seguirle.

Il dibattito sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici riguarda aspetti delicati legati alla privacy e alla sicurezza, e la posizione europea mira a bilanciare questi elementi attraverso regolamentazioni stringenti.

La conferma della conformità italiana alle normative comunitarie evidenzia l’attenzione del nostro Paese nel mantenere un equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela dei diritti dei cittadini.


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