Lavoro creativo precario e discontinuo nel cinema e spettacolo

Uno studio della Cgil e della Fondazione Di Vittorio mette in luce la forte precarietà e discontinuità del lavoro creativo nei settori del cinema e dello spettacolo, con un drastico cambiamento nei contratti disponibili.

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Un recente studio condotto dalla Cgil in collaborazione con la Fondazione Di Vittorio ha analizzato le condizioni lavorative nel settore creativo del cinema e dello spettacolo, evidenziandone la natura precaria e frammentata.

Secondo quanto riportato da Marco, rappresentante del sindacato Slc, si è assistito a una significativa riduzione delle tipologie contrattuali disponibili per i lavoratori creativi. In particolare, si è passati da circa 30 contratti diversi a soli 2 principali, un cambiamento che riflette una maggiore compressione delle forme di lavoro e una possibile riduzione delle tutele.

Questa evoluzione contrattuale ha implicazioni importanti per chi opera in ambiti come la produzione cinematografica e gli spettacoli dal vivo, dove la creatività si accompagna spesso a occupazioni discontinue e a tempi di lavoro non regolari. La ricerca sottolinea come questa situazione possa incidere sulla stabilità economica e professionale degli operatori del settore.

Il sindacato Slc, attraverso la voce di Marco, evidenzia la necessità di interventi mirati per migliorare le condizioni contrattuali e garantire maggiore continuità e sicurezza ai lavoratori creativi. La questione rimane centrale nel dibattito sulle politiche del lavoro culturale e artistico.


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