Microbiota e epilessia: nuova speranza da studio italiano
Una ricerca italiana ha evidenziato che i batteri intestinali producono acidi grassi in grado di rallentare la progressione dell’epilessia farmacoresistente e migliorare i deficit cognitivi nei modelli animali.

Un recente studio condotto da ricercatori italiani appartenenti all’Istituto Mario Negri, all’Istituto Gaslini e all’Università di Genova ha messo in luce un possibile ruolo terapeutico del microbiota intestinale nell’epilessia farmacoresistente. La ricerca, effettuata su modelli animali, ha mostrato che i batteri presenti nell’intestino producono un mix di acidi grassi capaci di rallentare la progressione della malattia e di migliorare i deficit cognitivi associati.
Questi risultati rappresentano un passo promettente verso nuove strategie di trattamento per forme di epilessia che non rispondono ai farmaci convenzionali. Tuttavia, è importante sottolineare che le evidenze finora ottenute derivano esclusivamente da studi su topi e non sono ancora state validate nell’uomo.
Il lavoro scientifico apre quindi a nuove prospettive di ricerca, con l’obiettivo di comprendere meglio i meccanismi attraverso cui il microbiota intestinale può influenzare il sistema nervoso centrale e contribuire a modulare l’epilessia resistente ai farmaci.
Gli studiosi coinvolti sottolineano la necessità di ulteriori approfondimenti per valutare l’applicabilità clinica di queste scoperte e per sviluppare eventuali terapie basate sulla modulazione del microbiota.


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