Salute mentale giovani: Cei contro rischi social e AI
Don Massimo Angelelli, della Cei, sottolinea l’impegno della comunità civile e della Chiesa nella protezione dei giovani dai rischi legati ai social network e all’intelligenza artificiale.

Durante l’incontro “La salute mentale dei giovani nell’era degli algoritmi. Una sfida per famiglia, scuola e società”, tenutosi a Roma presso il Centro Studi Americani, don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della salute della Conferenza episcopale italiana (Cei), ha evidenziato l’importanza di tutelare i più piccoli e vulnerabili dai pericoli connessi all’uso dei social network e delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.
Secondo Angelelli, la comunità civile e la Chiesa sono chiamate a sviluppare percorsi di protezione e strategie di messa in sicurezza per affrontare queste nuove sfide digitali. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto Bridge Health & Science, coordinato dalla senatrice Beatrice Lorenzin, che promuove un confronto multidisciplinare su temi legati alla salute e alla scienza.
L’evento ha posto l’attenzione sulla salute mentale dei giovani, un tema di crescente rilevanza in relazione all’impatto degli algoritmi e delle piattaforme digitali sulla vita quotidiana. La partecipazione di rappresentanti della famiglia, della scuola e della società civile ha favorito un dialogo volto a individuare soluzioni condivise per sostenere i giovani nel contesto attuale.
Il contributo della Cei si inserisce in un più ampio impegno sociale volto a garantire un ambiente sicuro e protetto per le nuove generazioni, con particolare attenzione ai rischi emergenti derivanti dall’uso delle tecnologie digitali.


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