Sindrome di Rett: Vignoli (UniMi) chiede più centri dedicati
Secondo Vignoli dell’Università di Milano, è fondamentale potenziare la presenza dei centri dedicati alla sindrome di Rett, indispensabili per una presa in carico multidisciplinare, soprattutto nel Sud Italia dove risultano ancora insufficienti.

La sindrome di Rett richiede un approccio multidisciplinare per garantire una presa in carico adeguata. In questo contesto, i centri dedicati rappresentano una risorsa essenziale, ma la loro diffusione sul territorio nazionale appare ancora limitata, in particolare nelle regioni del Sud.
Lo ha evidenziato Vignoli dell’Università di Milano, sottolineando come tali centri siano previsti e riconosciuti a livello istituzionale, ma la loro presenza non sia ancora sufficiente per rispondere alle esigenze di tutti i pazienti affetti dalla sindrome.
La carenza di strutture specializzate in alcune aree del Paese può rappresentare un ostacolo all’accesso a cure integrate e personalizzate, fondamentali per la gestione di questa patologia complessa.
Per migliorare la situazione, è necessario potenziare la diffusione dei centri dedicati, garantendo così una presa in carico più capillare e omogenea. Ciò potrebbe favorire un migliore coordinamento tra specialisti e servizi, migliorando la qualità della vita delle persone coinvolte e delle loro famiglie.
Il richiamo di Vignoli invita a riflettere sull’importanza di investire in strutture e risorse, soprattutto nelle aree geografiche dove la disponibilità è attualmente più scarsa, per assicurare un’assistenza multidisciplinare efficace e accessibile a tutti.


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