Tossine marine nel pesce: rischi e precauzioni dal CDC

I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) segnalano la presenza di tossine marine insapori e inodori, come la sindrome sgombroide e la ciguatossina, resistenti al congelamento e alla cottura. Negli Stati Uniti, 402 focolai in 12 anni sono stati associati a pesci di barriera e molluschi. Gli esperti raccomandano specifiche misure di conservazione e attenzione ai luoghi di pesca per limitare i rischi.

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I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) degli Stati Uniti hanno recentemente evidenziato un fenomeno di crescente attenzione riguardo alle tossine marine presenti nel pesce e nei molluschi. Tra queste, la sindrome sgombroide e la ciguatossina rappresentano due tipi di tossine insapori e inodori che non vengono eliminate né dal congelamento né dalla bollitura.

Negli ultimi 12 anni, negli Usa sono stati registrati 402 focolai di intossicazione alimentare associati al consumo di pesci di barriera e molluschi contaminati. Questo dato suggerisce una possibile crescita dei casi in futuro, secondo le previsioni degli esperti.

Per ridurre il rischio di intossicazioni, i Cdc raccomandano di mantenere il pesce refrigerato a temperature inferiori a 4,4°C dal momento della cottura fino al consumo. Inoltre, è importante prestare attenzione ai luoghi e ai tempi di pesca, poiché alcune aree e periodi possono presentare maggiori concentrazioni di queste tossine marine.

Queste precauzioni rappresentano un importante strumento di prevenzione per chi consuma regolarmente pesce e molluschi, contribuendo a limitare l’esposizione a sostanze potenzialmente dannose per la salute.


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