Agentic AI: la sfida della governance dei dati
L’AI Trust Gap Report di Denodo mette in luce un paradosso nell’Agentic AI: per agire autonomamente, gli algoritmi necessitano di dati in tempo reale, sicuri e accessibili, ma molte aziende non sono ancora pronte a gestire questa esigenza.

L’Agentic AI, ovvero l’intelligenza artificiale capace di operare in autonomia, si trova oggi a un bivio importante. Secondo l’AI Trust Gap Report di Denodo, pubblicato recentemente, il vero spartiacque per il successo di queste tecnologie non è solo l’algoritmo in sé, ma la governance dei dati su cui si basano.
Angel Viña, fondatore e CEO di Denodo, sottolinea come per muoversi efficacemente e in sicurezza, gli algoritmi di Agentic AI abbiano bisogno di dati aggiornati in tempo reale, che siano al contempo accessibili e protetti. Tuttavia, quasi nessuna azienda risulta attualmente pronta a garantire questi requisiti fondamentali.
Questo gap di fiducia nasce proprio dalla difficoltà a gestire in modo efficace la governance dei dati, che include aspetti come la qualità, la sicurezza e la trasparenza delle informazioni utilizzate dall’intelligenza artificiale. Senza un sistema robusto di gestione, il potenziale dell’Agentic AI rischia di non essere pienamente sfruttato, con ripercussioni sul business e sulla fiducia degli utenti.
La riflessione proposta da Denodo e dal suo CEO invita quindi le imprese a rivedere le proprie strategie di data management, ponendo la governance al centro dello sviluppo e dell’implementazione dell’AI autonoma. Solo così sarà possibile superare il divario di fiducia e abilitare un utilizzo più sicuro ed efficace di queste tecnologie.


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