Accesso non uniforme ai test genomici in Italia per tumore al seno
Giuseppe Curigliano, presidente eletto della Società europea di oncologia medica, sottolinea che in Italia l’accesso ai test genomici per il tumore mammario endocrino-responsivo Her2 negativo in fase precoce non è ancora ottimale, con possibili implicazioni sul trattamento delle pazienti.

Durante l’Annual Meeting dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) a Chicago, Giuseppe Curigliano, professore ordinario di Oncologia medica e presidente eletto della Società europea di oncologia medica (Esmo), ha evidenziato alcune criticità nell’accesso ai test genomici in Italia per il tumore mammario endocrino-responsivo Her2 negativo in stadio precoce.
Questi test rappresentano un’importante opportunità per personalizzare il trattamento, in particolare per valutare l’indicazione alla chemioterapia. Tuttavia, nonostante l’esistenza di un fondo dedicato, alcune regioni italiane non riescono a utilizzare pienamente questi strumenti diagnostici.
Secondo Curigliano, questa situazione può comportare rischi di sovratrattamento in pazienti che non necessitano di chemioterapia e, al contrario, di sottotrattamento in altri casi, poiché il test genomico aiuta a identificare chi può beneficiare effettivamente di questo tipo di terapia.
Il problema dell’accesso non uniforme ai test genomici sottolinea l’importanza di migliorare la diffusione e l’utilizzo di queste tecnologie sul territorio nazionale per garantire un approccio terapeutico più mirato e appropriato alle pazienti con tumore al seno.


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