Biopsia liquida per tumore al seno: serve sblocco fondi da 15 milioni

Secondo specialisti, la biopsia liquida è fondamentale per individuare mutazioni Esr1 in circa 15.500 donne con tumore al seno metastatico, ma solo metà accede al test. Si chiede lo stanziamento di 15 milioni di euro per estendere l’esame a tutte le pazienti.

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In Italia, circa 15.500 donne affette da tumore al seno metastatico ormonoresponsivo e Her2 negativo necessitano della biopsia liquida per identificare mutazioni del gene Esr1, fondamentali per indirizzare terapie mirate ed efficaci. Tuttavia, secondo quanto riferito da esperti del settore, solo la metà delle pazienti riesce attualmente ad accedere a questo esame diagnostico.

La limitata diffusione della biopsia liquida è attribuita a una rete diagnostica ancora fragile e a una frammentazione regionale nell’organizzazione dei servizi sanitari. Questa situazione comporta disparità nell’accesso a un test che può influenzare significativamente la scelta terapeutica e, di conseguenza, l’andamento della malattia.

Gli specialisti hanno pertanto sollecitato lo sblocco di un finanziamento di 15 milioni di euro, finalizzato a garantire l’esecuzione della biopsia liquida a tutte le pazienti che ne hanno bisogno. L’obiettivo è uniformare l’offerta diagnostica su tutto il territorio nazionale, riducendo le disuguaglianze e migliorando la personalizzazione delle cure oncologiche.

La biopsia liquida rappresenta un metodo meno invasivo rispetto alla biopsia tradizionale e consente di monitorare in modo dinamico le mutazioni tumorali, facilitando l’adattamento delle terapie in base all’evoluzione del tumore. In particolare, l’identificazione delle mutazioni Esr1 è cruciale per selezionare farmaci ormonali più efficaci nelle pazienti con tumore al seno metastatico.

Alcune fonti istituzionali e sanitarie hanno evidenziato come l’implementazione di questo test possa rappresentare un passo importante verso un modello di medicina di precisione, in cui le terapie sono sempre più personalizzate in base alle caratteristiche molecolari del tumore.

La richiesta di un finanziamento dedicato sottolinea l’importanza di investire in tecnologie diagnostiche innovative per migliorare gli esiti clinici e la qualità di vita delle pazienti. Un’azione coordinata a livello nazionale potrebbe contribuire a superare le attuali criticità legate alla frammentazione e a garantire pari opportunità di cura.

In sintesi, la biopsia liquida è considerata dagli esperti uno strumento indispensabile per circa 15.500 donne con tumore al seno metastatico in Italia, ma la sua diffusione è limitata. Lo sblocco di risorse economiche specifiche è ritenuto necessario per estendere l’accesso al test e favorire un approccio terapeutico più efficace e personalizzato.


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