Revisione norme Ue sul tabacco: modello Nuova Zelanda secondo Pmi
La Commissione europea ha avviato una consultazione per aggiornare la regolamentazione sui prodotti del tabacco. Tommaso Di Giovanni di Philip Morris International invita l’Ue a prendere spunto da Paesi come la Nuova Zelanda, che adottano politiche differenziate per ridurre il consumo di sigarette tradizionali.

La Commissione europea ha recentemente lanciato una consultazione pubblica per la revisione della Direttiva Ue sui prodotti del tabacco e della Direttiva sulla pubblicità del tabacco. L’obiettivo è aggiornare le norme in materia, tenendo conto delle evoluzioni del mercato e delle politiche di salute pubblica.
Tommaso Di Giovanni, vice presidente Communications and Engagement di Philip Morris International (Pmi), ha espresso la speranza che l’Unione europea possa ispirarsi alle esperienze di Paesi come la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti, che hanno adottato normative più avanzate e differenziate in materia di prodotti del tabacco e nicotina.
Secondo Di Giovanni, queste legislazioni distinguono chiaramente tra la sigaretta tradizionale, considerata il prodotto più dannoso, e le alternative prive di combustione, che rappresentano opzioni valide per ridurre i rischi associati al fumo. In particolare, la Nuova Zelanda non solo applica una regolamentazione differenziata, ma promuove attivamente campagne rivolte ai consumatori per favorire il passaggio dai prodotti tradizionali a quelli alternativi.
Nel suo intervento a margine dell’evento Technovation organizzato da Philip Morris International a Stoccolma, Di Giovanni ha sottolineato che in Europa circa un quarto della popolazione adulta fuma, mentre in Nuova Zelanda la percentuale si attesta tra il 5 e il 6%. Questo dato evidenzia, secondo lui, l’importanza di adottare strategie più efficaci per la riduzione del consumo di tabacco.
La consultazione europea rappresenta un momento cruciale per definire le future politiche comunitarie in materia di tabacco, con particolare attenzione alla tutela della salute pubblica e all’innovazione dei prodotti. L’approccio di Paesi come la Nuova Zelanda potrebbe offrire spunti utili per bilanciare regolamentazione, prevenzione e supporto alla transizione verso prodotti meno dannosi.
Il dibattito sulla revisione normativa si inserisce in un contesto globale in cui le autorità sanitarie e i legislatori cercano di conciliare la riduzione del fumo con le nuove tecnologie e prodotti a base di nicotina, tenendo conto delle differenti caratteristiche di rischio.
Resta da vedere come la Commissione europea integrerà questi elementi nella proposta finale, che potrà influenzare significativamente il mercato europeo e le strategie di contrasto al tabagismo nei prossimi anni.


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