Ue, Raik: svolta per la difesa europea, il Sud deve recuperare
Secondo Kristi Raik, direttrice dell’Icds, l’Unione Europea si trova in una fase cruciale per la propria politica di difesa. I Paesi del Nord Europa stanno assumendo un ruolo attivo, mentre si auspica un maggiore impegno da parte dell’Europa meridionale.

L’Unione Europea sta vivendo un momento di svolta significativo riguardo alla gestione della propria difesa comune. Kristi Raik, direttrice dell’International Centre for Defence and Security (Icds), ha sottolineato come i Paesi dell’Europa settentrionale stiano assumendosi la responsabilità in questo ambito, spingendo per un rafforzamento della capacità difensiva europea.
Raik ha evidenziato che l’interesse di questi Paesi è anche quello di stimolare i Paesi dell’Europa meridionale a “recuperare e fare di più” nel contesto della difesa comune. Questa dinamica riflette un divario attuale tra le diverse aree geografiche europee in termini di contributo e impegno nella sicurezza collettiva.
Il contesto europeo vede infatti un crescente riconoscimento della necessità di una maggiore autonomia strategica, soprattutto alla luce delle sfide geopolitiche globali. La spinta dei Paesi nordici si inserisce in questo quadro, con l’obiettivo di rafforzare la coesione e l’efficacia delle politiche di difesa dell’UE.
Il richiamo rivolto all’Europa meridionale, secondo Raik, mira a un riequilibrio degli sforzi e a un aumento della partecipazione attiva, elementi considerati fondamentali per consolidare la sicurezza europea nel lungo termine.
Questa posizione è stata espressa nel corso di una diretta Adnkronos, in occasione della Lennart Meri Conference, evento organizzato dall’Icds che rappresenta un momento di confronto su temi di sicurezza e politica internazionale.
Inoltre, l’analisi di Raik si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge esperti e istituzioni europee sull’importanza di una difesa integrata e condivisa, capace di rispondere efficacemente alle minacce attuali e future.
Il ruolo differenziato tra Nord e Sud Europa nella difesa comune rappresenta dunque una sfida ma anche un’opportunità per rafforzare la solidarietà e la responsabilità collettiva all’interno dell’Unione.


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