Farmaci plasmaderivati in Italia: sfida per l’autosufficienza dal plasma

Francesco Carugi di Farmindustria sottolinea come l’Italia copra solo il 60% del fabbisogno nazionale di plasma con raccolta interna, mentre il restante 40% arriva dall’estero, evidenziando un nodo critico per la filiera dei farmaci plasmaderivati.

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La dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di plasma rappresenta un elemento critico nella filiera dei farmaci plasmaderivati in Italia. A evidenziarlo è Francesco Carugi, Presidente del Gruppo Emoderivati Farmindustria (GEF), nel corso della presentazione a Roma di una ricerca commissionata da Takeda Italia e realizzata dall’Istituto Piepoli sulla consapevolezza degli italiani riguardo all’importanza del plasma.

In Italia il sistema di autosufficienza raccoglie circa 900 tonnellate di plasma all’anno, una quantità che copre attualmente circa il 60% della domanda nazionale di farmaci plasmaderivati. Il restante fabbisogno, pari a circa il 40%, viene soddisfatto tramite importazioni di plasma dall’estero, evidenziando così una dipendenza significativa da forniture esterne.

La domanda di farmaci plasmaderivati è in costante crescita, complicando ulteriormente la sfida di raggiungere l’autosufficienza completa. Il tema è particolarmente rilevante considerando il ruolo fondamentale di questi farmaci nel trattamento di numerose patologie.

Secondo Carugi, rafforzare la raccolta interna di plasma è una priorità strategica per garantire la sostenibilità e la sicurezza della filiera farmaceutica nazionale. Tuttavia, il raggiungimento di questo obiettivo richiede un impegno coordinato tra istituzioni, operatori sanitari e cittadini, oltre a campagne di sensibilizzazione efficaci.

La ricerca commissionata da Takeda Italia ha inoltre messo in luce il livello di consapevolezza degli italiani sull’importanza del plasma, un aspetto cruciale per incentivare la donazione e ridurre la dipendenza dalle importazioni.

In questo contesto, il sistema italiano di raccolta si conferma uno dei più avanzati a livello europeo, ma la necessità di incrementare ulteriormente la produzione interna resta un nodo centrale per la filiera dei plasmaderivati.

Il tema della dipendenza dall’estero per il plasma non è isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di sicurezza sanitaria e autonomia produttiva, che coinvolge anche altri settori farmaceutici strategici. Le strategie future dovranno quindi bilanciare la crescita della domanda con la capacità di risposta del sistema nazionale.


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